SOLIDARIETA’ A UMBERTO BENIGNI

Il direttivo di Orgoglio Amaranto, congiuntamente agli altri soci della SS Arezzo, ha ricevuto una lettera aperta da parte di Umberto Benigni, da oltre 30 anni dirigente accompagnatore della Berretti del Cavallino Rampante e da sempre a fianco delle famiglie e dei giovani in maglia amaranto.

“La proprietà ha sempre ragione e ha tutto il diritto di scegliere strategie e collaboratori, a maggior ragione nel mondo del calcio dove, per vari motivi anche talvolta comprensibili, meritocrazia e trasparenza non sempre sono valori condivisi.

E così, messo davanti ad una scelta obbligata che non voglio commentare, nel rispetto dovuto alla proprietà e alla dirigenza, non ho esitato ad accettare le mie dimissioni da accompagnatore della squadra Berretti della Società Sportiva Arezzo.
Non mi sono però piaciute le motivazioni che sono circolate e che il Sig. Longo, dirigente responsabile societario per le giovanili, alla fine della partita del 9 febbraio mi ha confermato alla presenza di testimone: le motivazioni per cui lo stesso Sig. Longo mi ha sollevato dall’incarico di accompagnatore della Berretti, sarebbero attribuibili alla “mancanza di sintonia” fra il sottoscritto e i giovani calciatori della stessa Berretti 2018/2019.
Se la storia ha ancora un senso, oltre ad essere stato per tanti anni (dal 2000 al 2009) consigliere dell’Arezzo Calcio sotto la presidenza del Sig. Mancini, e dopo aver ricoperto per 32 anni consecutivi il ruolo di accompagnatore ufficiale della squadra Berretti o Primavera dell’Arezzo Calcio, nonché addetto alla terna arbitrale della prima squadra, il sottoscritto possiede tante e tante attestazioni di stima, sia dagli arbitri sia dai genitori, per la serietà e per il grande rispetto che ho sempre cercato di avere verso le persone, le società, i genitori e, soprattutto, verso i ragazzi che vedono nel calcio la speranza del loro futuro, un futuro troppo spesso legato a bassi interessi invece che a meritocrazia e professionalità.
Non so valutare se la mia estromissione da accompagnatore ufficiale della squadra Berretti sia dettata da giusta causa e onestamente non mi interessa, perché è l’esempio, la vicinanza e la guida che si deve a quei ragazzi che mi interessa di più.
Nella vita si può sbagliare e se ho sbagliato in qualcosa mi scuso con i ragazzi, ma avrei piacere di conoscere quella “mancanza di sintonia” che a me non risulta, viste le molteplici testimonianze di stima che mi sono pervenute in queste ore e che mi hanno sorpreso.
Tante frasi come “grazie per quello che ci hai insegnato e trasmesso” non si dimenticano e omaggiano quel senso di rettitudine e rispetto che ho sempre cercato di non far mai mancare alla squadra e alla società, ma che spesso è venuto meno nei miei confronti.
Se i motivi sono altri, bah, evito ogni commento e continuo a dire “Forza Ragazzi”, “Forza Arezzo”.
Umberto Benigni”

Da questa lettera abbiamo appreso del suo allontanamento, che ci sorprende e ci addolora perché tutti gli riconosciamo attaccamento ai colori, correttezza e professionalità.

Il direttivo esprime a Umberto Benigni la massima solidarietà, riservandosi di analizzare a fondo la questione nelle sedi opportune, comprese alcune criticità riguardanti gestione e logistica del settore giovanile.

Al contempo OA ribadisce che ogni appello alla trasparenza e alla meritocrazia, specie se lanciato da persone che per l’Arezzo hanno speso tempo e passione, troverà in questo comitato un alleato solido e convinto.